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Selettività alimentare: cosa possono fare i genitori
Selettività alimentare: cosa possono fare i genitori
La selettività alimentare è una situazione piuttosto comune, soprattutto durante l’infanzia. Un bambino selettivo può accettare solo alcuni alimenti e rifiutarne altri, anche quando vengono proposti più volte. Questo comportamento può dipendere dal sapore, dall’odore, dalla consistenza, dal colore o semplicemente dalla paura di provare qualcosa di nuovo.
Per un genitore, i momenti dei pasti possono diventare fonte di preoccupazione e stress. È importante, però, ricordare che forzare un bambino a mangiare generalmente non aiuta e può rendere il momento del pasto ancora più difficile.
Un approccio più sereno consiste nel proporre nuovi alimenti gradualmente, senza pressioni e rispettando i tempi del bambino. Anche vedere, toccare o annusare un alimento senza necessariamente mangiarlo può essere un primo passo importante. Può essere utile continuare a riproporre gli alimenti rifiutati in momenti diversi, senza trasformare il pasto in una lotta.
I genitori possono inoltre coinvolgere il bambino nella scelta della frutta e della verdura, nella preparazione dei pasti o nell’apparecchiare la tavola. Creare una routine e mangiare insieme alla famiglia può contribuire a rendere il momento del pasto più tranquillo e positivo.
Se però la selettività è molto marcata, gli alimenti accettati sono pochissimi, il bambino mostra una forte ansia davanti al cibo o ci sono dubbi sulla crescita e sull’apporto nutrizionale, è importante parlarne con il pediatra e, se necessario, con professionisti specializzati.
L’obiettivo non è costringere il bambino a mangiare ma accompagnarlo con pazienza verso un rapporto più sereno e positivo con il cibo.
La selettività alimentare può essere presente in alcuni bambini e ragazzi che manifestano difficoltà comportamentali o relazionali. In questi casi, il rifiuto del cibo non dovrebbe essere interpretato semplicemente come un capriccio o come un comportamento oppositivo. Può rappresentare una difficoltà più complessa, legata al bisogno di controllo, alla sensibilità verso consistenze e odori, alla difficoltà ad accettare cambiamenti o alla gestione delle emozioni.
La selettività alimentare è una caratteristica dei disturbi del neurosviluppo e nei disturbi dello spettro dell'autismo, in cui le caratteristiche sensoriali del cibo possono essere percepite in modo particolarmente intenso e alcune consistenze, odori o sapori possono risultare difficili da tollerare.
È quindi importante cercare di comprendere che cosa c’è alla base del rifiuto. Osservare quando si manifesta, quali alimenti vengono accettati e quali situazioni lo rendono più difficile può aiutare a individuare le strategie più adatte.
È necessario inoltre, osservare con attenzione quali possono essere le difficoltà alla base di un comportamento alimentare alterato:
- Disfunzioni muscolari e di coordinazione della bocca, come alterazione della masticazione, della deglutizione o semplicemente di ipotonia generalizzata della muscolatura linguo-bucco-facciale.
- Atteggiamenti in risposta a comportamenti disfunzionali che non sono sempre legati a patologia ma possono essere anche conseguenze di regole alimentari sbagliate.
- Presenze di patologie.
La nostra equipe multidisciplinare è in grado di effettuare una accurata valutazione sulla selettività alimentare e individuare così, la causa prevalentemente del disturbo.
La valutazione viene effettuata da un tecnico del comportamento e da una logopedista esperti nei disturbi della deglutizione e dell'alimentazione.
Il paziente viene osservato durante il pasto e vengono individuate le sue difficoltà.
Dalla valutazione è possibile impostare un piano di trattamento specifico e personalizzato, in cui la partecipazione della famiglia è sempre fondamentale.
